Gambling online e tecnologia: un connubio che aumenta il rischio di ludopatia?

La tecnologia avrà un ruolo sempre più preponderante nello sviluppo del settore dei giochi online

L’analisi dei dati, ad esempio, permette agli operatori del settore di creare campagne di marketing ad hoc per attirare giocatori nuovi, ma anche influenzare il flusso di gioco di quelli già attivi. Anche l’intelligenza artificiale sta rapidamente acquisendo importanza, in particolare nel settore dei servizi clienti con la creazione di chatbots più intelligenti e «umane». È qui che si gioca la nuova partita del gambling. L’industria dei giochi ricorre sempre più all’intelligenza artificiale per fidelizzare i clienti e prevedere il loro comportamento in modi nuovi e sorprendenti. Il giocatore viene «scansionato» in tutte le sue caratteristiche. Si valuta la frequenza di gioco e di puntata, i click e perfino le transazioni che vengono eseguite. Tutto questo concorre a definire un identikit preciso, che, a sua volta, viene utilizzato per poter spingere il giocatore a investire. In alcuni Paesi esiste perfino un sistema di geolocalizzazione di clienti che li identificano quando arrivano allo stadio, e mandano loro un sms di testo per spingerli a scommettere sulla partita alla quale assisteranno.

Si è spesso discusso sul fatto che sia o meno eticamente corretto sfruttare i dati presenti sui giocatori in rete per spingerli a giocare di più, anche perché questo, alla lunga, finisce per aumentare il rischio di GAP. Va detto, però, che gli utenti, il più delle volte, acconsentono all’uso dei propri dati senza leggere attentamente le voci «termini e condizioni», permettendo così che le loro informazioni personali vengano utilizzate in questo modo. Di fatto, una volta che un giocatore entra in una piattaforma online, tutte le operazioni che compie finiscono per essere scansionate al microscopio. Ciò che manca, in realtà, è una legge ad hoc che limiti il fenomeno. La legge sulla protezione dei dati del 1998 e il regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR), impone alle organizzazioni l’obbligo di informare le persone sul modo in cui vengono utilizzati i propri dati personali, ma se queste informazioni finiscono per non essere lette dagli utenti, non viene commesso alcun reato e le legislazioni sopra citate risultano inutili.

L’Intelligenza Artificiale non è utilizzata solo per fidelizzare i giocatori, ma anche per studiare i comportamenti di coloro a rischio ludopatia. È quello che hanno fatto all’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro. La ricerca si è svolta immettendo 6.000 dati relativi a 160 soggetti che non hanno mai giocato a slot machine o giochi d’azzardo e a 40 pazienti con gambling. Ognuno di questi è stato analizzato a seconda delle 30 caratteristiche alla base della personalità umana. Il calcolatore ha così evidenziato quali sono i tratti caratteristici di chi gioca d’azzardo: bassa apertura mentale, bassa coscienziosità, bassa fiducia negli altri, ricerca di emozioni positive, elevato tratto depressivo e impulsivo. Lo studio ha anche concluso che i gamblers patologici hanno un profilo di personalità disfunzionale che li rende più vulnerabili alle situazioni sociali che invitano al gioco. L’Intelligenza Artificiale mette a nudo, dunque, i lati più profondi dei giocatori. È come combattere con un nemico oscuro che sa tutto di noi. Per questo, occorre cercare di mantenere il controllo della propria personalità, cercando di ignorare i messaggi che ci arrivano dalla rete.