La miracolosa storia di Gisella, si è liberata della carrozzina vincendo la paralisi

Stava ritornando a casa ed un pioppo le è caduto addosso rendendola tetraparaplegica, ma Gisella ha sconfitto la malattia e vuole partecipare alla maratona di New York

email acquarone - acquarone -Gisella Taranto è una 31enne di Lucca, una ragazza tranquilla di sani valori, legatissima alla sua famiglia e a sua sorella gemella Denise, ama  la musica e l’arte, lavora da quando aveva 16 anni.  Nel 2005 si fidanza con Gabriele, l’amore della sua vita e nel 2008 inizia a lavorare in una azienda a conduzione familiare che produce macchinari da cantiere. Sembra tutto perfetto, Gabriele nel settembre 2012 le propone di sposarlo, avrebbero dovuto convolare a nozze nel settembre 2013. Il 18 marzo però, come uno di quegli eventi che fanno capire quanto l’uomo sia un essere piccolo e impotente rispetto alla vita, i progetti ed i sogni di Gisella vengono spazzati via, letteralmente  da un soffio di vento. Dopo aver terminato il suo lavoro si reca in palestra e dopo l’allenamento, aspetta in macchina qualche secondo nell’indecisione di indossare o no il suo bel solitario. Poi quel maledetto semaforo sempre rosso, quella sera era verde, subito dopo un albero, sdradicato dal vento, cadde sulla vettura e le stroncò l’esistenza, è quanto ricorda Gisella di quella sera. Ore di lavoro per tirare il suo corpo dalle lamiere. Al risveglio Gisella era paralizzata. Attorno a lei, la sua famiglia e i medici che le dicevano che la sua vita era cambiata. La forza di volontà, il coraggio, e il pensiero che quella non sarebbe mai stata la sua vita l’hanno aiutata a superare i molteplici interventi che la ha dovuto subire. La ragazza dichiara:“Aprire dopo sei mesi un barattolo di yogurt è stata una conquista straordinaria“, poi pian piano ha iniziato a camminare e correre. Ha sposato il suo Gabriele e non vorrebbe che il giorno dell’incidente venisse spazzato via :“Mi ha fatto capire l’importanza della vita, mi ha dato ancora più convinzione che se uno crede in ciò che vuole fare riesce, prima o poi, a raggiungere l’obiettivo”. Vuole continuare a vivere, e avere di bambini e…vuole partecipare alla maratona di New York. Questo esempio, dovrebbe farci capire due cose che sono alla radice della vita che tutti noi dovremmo auspicare a vivere. Innanzitutto dobbiamo saper apprezzare i momenti di vita che esistono nel nostro “attimo fuggente” e che compongono la vita stessa e in secondo luogo non dobbiamo mai arrenderci, neanche di fronte alla morte, non dobbiamo perdere le speranze, lottando con la stessa costanza e determinazione fino ad esalare l’ultimo respiro.